Attention. Prêts? Si parte!

L’Europa ha perso la bussola. Non è la tesi di un pericoloso leader populista, ma quella riproposta, di recente, dalla stessa Presidente della Camera italiana, Laura Boldrini.

denispettiaux01Destabilizzata da una crisi finanziaria che non ha terminato di far sentire i suoi effetti su crescita e occupazione, spaventata dalle mosse imprevedibili del vicino gigante russo, colpita al cuore dal terrorismo islamista ed impreparata ad accogliere ondate ormai costanti di profughi dal Mediterraneo, l’Unione Europea appare in effetti in evidente crisi d’identità. Preda così di moti di protesta incanalati in ogni forma, di proposte di riforma e rilancio ma anche di movimenti apertamente favorevoli ad un suo progressivo smantellamento – con toni, non di rado, nazionalisti e xenofobi.

Di tutto questo tratteremo da oggi su questo blog, che cercherà di raccontare il difficile percorso dell’Europa stretta tra la minaccia di una dis-integrazione dal basso – con la sfida ormai apertamente lanciata dal trionfo della Brexit nel Regno Unito – e le fragili possibilità di un nuovo rilancio “federalista”. 

“Giochi senza frontiere” dunque, come le strategie senza esclusione di colpi messe a punto dai leaders europeisti così come euro-scettici che si confronteranno nei mesi a venire sullo scacchiere del continente.

Ma Giochi senza frontiere, per i telespettatori di più salda memoria, anche come quelli che per decenni hanno allietato generazioni di bambini (e non solo) di mezza Europa, in una delle trasmissioni di più sorprendente successo dal dopoguerra.

Il lancio di questo nuovo spazio, dunque, non poteva che partire dal rendere omaggio allo spettacolo che ha interpretato forse nella maniera più innocente e genuina lo spirito del mescolamento tra popoli d’Europa, accompagnando e prefigurando il processo politico d’integrazione “reale” tra le nazioni del continente.

Nato secondo la leggenda da un’intuizione dello stesso Presidente francese Charles De Gaulle, il grande gioco di sfide sportive “amatoriali” tra squadre di diversi Paesi europei fu lanciato nel 1965, allargando l’esperienza tutta francese della trasmissione Intervilles, che a sua volta si rifaceva al format italiano di “Campanile sera”. Con la partecipazione iniziale di soli quattro Paesi – Italia, Francia, Belgio e Germania – Jeux sans frontières andò incontro ad un successo strepitoso, allargandosi progressivamente alla partecipazione di nuovi Paesi e riproponendo ben trenta edizioni, tra estive, invernali e speciali, sino al 1999 (con una breve pausa tra il 1983 ed il 1987).

Indimenticabili, tra i personaggi di maggior successo per il pubblico italiano affezionatissimo al programma, il presentatore “storico” Ettore Andenna, ma anche il mitico arbitro Denis, ispiratore del titolo di questo primo post col suo infallibile fischietto.

 

E se le ondate di richieste e petizioni per far tornare a nuova vita il programma televisivo che inaugurò la cosiddetta “Eurovisione” non sembrano aver ottenuto sino ad ora il risultato sperato, un ripasso dello spirito che animava i Giochi potrebbe forse oggi illuminare di un’altra luce il difficile percorso dell’Europa unita che racconteremo, da domani, su queste pagine.

Questa voce è stata pubblicata in Storie e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...